martedì 27 dicembre 2011

È meglio essere violenti, se c'è la violenza nel nostro cuore, piuttosto che indossare la maschera della non violenza per coprire la propria impotenza.
La violenza è sempre preferibile all'impotenza.
Per un uomo violento c'è sempre la speranza che diventi non violento.
Per l'impotente questa speranza non c'è.

Ghandi

sabato 10 dicembre 2011

Senxa Paura - O. Vanoni / Vinicius de Moraes e Toquinho



Ma come fai quando tu sei bambino
a prendere coraggio e fede nel destino
se papa' ti mette per castigo al buio
poi di notte a letto "zitto che c'è il lupo,
zitto che c'è il lupo, zitto che c'è il lupo"
E la mamma dice "chiamo l'uomo nero
chiamo il babau ti mangia tutto intero
nella notte scura ti fa la puntura
ti fa la puntura ti fa la puntura"

Ma passa per il buio senza paura

Poi all'improvviso ti arriva l'età
di amare follemente l'uomo che non va
non c'è via d'uscita né di qua né di là
tuo padre griderà tua madre pregherà
tua madre pregherà tua madre pregherà
L'amante poi si butta giù dal fabbricato
perché quello che è facile diventa complicato
dato che la vita è dura che la vita è dura
che la vita è dura

Ma passa per l'amore senza paura

Il pericolo c'è fa parte del gioco
tu non farci caso se no vivi poco
tieni sempre duro comincia di nuovo
comincia di nuovo comincia di nuovo
Anche per la strada tu stai rischiando
stai soprappensiero stai rimuginando
passa la vettura della spazzatura
ed il conducente aumenta l'andatura
aumenta l'andatura aumenta l'andatura

Ma va per la tua strada senza paura

Ed un bel giorno di qualunque settimana
ed un bel giorno di qualunque settimana
battono alla porta battono alla porta
è un telegramma lei ti sta chiamando
è un telegramma lei ti sta chiamando
Per uno viene presto per l'altro tardi
comunque presto o tardi tranquilla e sicura
viene senza avviso viene e ti cattura
viene e ti cattura viene e ti cattura

ma passa per la morte senza paura
ma passa per il buio senza paura
ma passa per l’amore senza paura
ma va per la tua strada senza paura
ma passa per la morte senza paura

domenica 20 novembre 2011


Capire se stessi è il lavoro più difficile. Capire dai propri errori ripetuti, continui, perpetui. Soprattutto capire quando è il momento di fermarsi, quando è il momento di darsi, di conoscersi, di rendersi conto che non si può sempre fuggire, che bisogna anche fermarsi. E nell'istante in cui ti fermi, fare silenzio e permettere al tuo silenzio di parlarti, di dirti quelle cose che solo tu comprenderesti.
Affrontarsi e rendersi conto che è il momento di dare e ricevere, non per poco, non per un illusione, ma per qualcosa di concreto, certezza, stabilità, senza false illusioni o false prerogative. Capita di essere ciechi a volte, capita di non fiutare, di non sentire, di non udire, di non percepire l'istante perfetto. Capita anche di rendersene conto dopo, a volte tardi, a volte no, che quell'istante è tutto ciò che si sta cercando, e che bisognerebbe alimentare quella fiamma, non spegnerla! Perché è questo ciò che vorrei: vivere, non esistere.


Alma Gjini

lunedì 31 ottobre 2011

TEARS IN HEAVEN - Eric Clapton -



Traduzione

Saprai il mio nome se ci vedremo in Paradiso?
Sarà lo stesso se ci vedremo in Paradiso?
Devo essere forte e andare avanti
Perchè lo so che non è il mio posto il Paradiso

Mi terrai la mano se ci vedremo in Paradiso?
Mi aiuterai a stare in piedi se ci vedremo in Paradiso?
Troverò la strada attraverso notte e dì
Perchè lo so che non posso restare qui in Paradiso

Il tempo può abbatterti; il tempo può piegarti le ginocchia;
Il tempo può spezzarti il cuore, e farti implorare pietà
implorare pietà

Oltre la porta c'è pace, ne sono certo,
e lo so che non ci saranno più lacrime in Paradiso

Saprai il mio nome se ci vedremo in Paradiso?
Sarà lo stesso se ci vedremo in Paradiso?
Devo essere forte e andare avanti
Perchè lo so che non è il mio posto il Paradiso
Perchè lo so che non è il mio posto il Paradiso

sabato 22 ottobre 2011

Vi piaccia o no, gli psicopatici sono diventati le persone più affascinanti di questi giorni, non pensate di poterli trovare nei posti in cui vi aspettate di trovarli, possono essere pezzi grossi che condizionano l'andamento delle borse, possono fare film a hollywood o essere candidati al congresso o possono essere addirittura capi religiosi, se credete di conoscere uno psicopatico, forse avete ragione, può darsi che in questo momento sia seduto accanto a voi...


Dexter Miles (Malcolm McDowell)

dal film "The Barber" di Michael Bafaro

Millenium (trilogia) film tratto da un romanzo poliziesco dello scrittore e giornalista svedese Stieg Larsson


Uomini che odiano le donne

Nel primo romanzo della serie, Mikael Blomkvist è reduce da un processo che lo ha visto colpevole e inerme alle accuse di diffamazione a mezzo stampa. Anche per salvare le sorti di Millennium, Blomkvist decide di accettare un incarico che lo porterà lontano da Stoccolma per indagare su un omicidio vecchio di trent'anni, ma ancora insoluto. Per le sue ricerche si avvarrà dell'aiuto di Lisbeth Salander, una giovane ed eccentrica ricercatrice esperta di pirateria informatica. Le indagini svolte dai due porteranno ad un epilogo terribile e inaspettato.



La ragazza che giocava con il fuoco

Il secondo romanzo della trilogia verte principalmente intorno al personaggio di Lisbeth Salander. Dopo l'affare Wennerström, Lisbeth si prende un anno sabbatico in giro per il mondo e a poche settimane dal suo rientro in Svezia, sarà sospettata e ricercata per triplice omicidio. Tre indagini parallele hanno inizio: una della polizia, sicura della colpevolezza di Lisbeth Salander, una di Mikael Blomkvist, sicuro dell'innocenza di Sally e un'indagine condotta da Dragan Armanskij che mette i suoi uomini al servizio degli investigatori della polizia. Il passato di Lisbeth Salander sarà la chiave per risolvere l'enigma dei delitti.



La regina dei castelli di carta

Nel terzo (e ultimo) romanzo della trilogia, la giovane hacker Lisbeth Salander è di nuovo immobilizzata in un letto d'ospedale, anche se questa volta non sono le cinghie di cuoio a trattenerla, ma una pallottola in testa. È diventata una minaccia: se qualcuno scava nella sua vita e ascolta quello che ha da dire, potenti organismi segreti crolleranno come castelli di carta. Deve sparire per sempre, meglio se rinchiusa in un manicomio. La cospirazione di cui si trova suo malgrado al centro, iniziata quando aveva solo dodici anni, continua. Intanto, il giornalista Mikael Blomkvist è riuscito ad avvicinarsi alla verità sul terribile passato di Lisbeth ed è deciso a pubblicare su Millennium un articolo di denuncia che farà tremare i servizi di sicurezza, il governo e l'intero paese. Non ci saranno compromessi.

venerdì 30 settembre 2011

....IN CORRIERA

Autobus, filovia, pullman, corriera e fra poco el tram da novo
per andar a Venessia a lavorar, varda come che me ritrovo.
E dentro sti automezi ti ghe ne vedi e senti de tuti i colori ogni volta
parchè i zè pieni de zente de ogni razza e de ogni sorta.
Ghe zè quelo che no fa el biglieto e no el zè de serto Portoghese
che’l se mete vissin la machineta atento che
no vegna su el controlor, magari in borghese.
Se qualchedun la gà par caso molada
tuti se varda de sbiego co la facia schifada.
E de zente che no se lava, ghe ne zè tanta in corriera
ma nissun verze el finestrin
se nò l’odor se missia co i fumi de Marghera.
Nò manca mai un zovane che se scolta la musica a tuto balin
el se tien svegio lù e chi ghe stà vissin.
Oni tanto sona un telefonin proprio ne’l momento zusto
tuti lo tira fora par farte veder se’l zè de’l to gusto.
Se vede sempre uno che vol sentarse a ogni costo
lù conosse la zente quando la smonta
e ghe lassa cussì el posto.
Gò visto ‘na volta un vecio sporcacion che a ogni frenada
slongava ‘na manina e scampava ‘na palpada.
Ormai se gà perso da tempo anca l’usanza
de lasarghe el posto a le done in gravidanza.
Ghe zè anca chi fa finta da sentà de aver ciapà el sono,
par no lassar el posto a la vecieta anziana, parfin a sò nono.
Mi brontolo ma no saria da manco,
specie de sera co torno indrio stanco.

[F. Dal Cin]

domenica 25 settembre 2011

LE PERSONE CAMBIANO



Cambiano se deluse, cambiano se ferite. Cambiano in meglio, in peggio, ma cambiano sempre. A volte cambiano semplicemente per ricominciare, per avere un'altra occasione. Per poter dire, senza rimpianti, io c'ho provato! A volte perchè non ne possono più. Ma cambiano perchè e la vita che li cambia.

sabato 24 settembre 2011

AUTUNNO



L’autunno è una seconda primavera, quando ogni foglia è un fiore.

(Albert Camus)

sabato 17 settembre 2011


Il valore non è determinato dal tempo che durano, ma dalla intesnsità con le quali succedono; Per questo esistono momenti indimenticabili, cose inspiegabili e persone incomparabili.

(Fernando Pessoa)

The Persuaders



Attenti a quei due (The Persuaders!) è il titolo di una serie televisiva britannica ideata e prodotta nel 1970-1971 trasmessa nel 1971-1972 in una sola stagione di 24 episodi dalla rete televisiva ITV (negli Stati Uniti fu invece distribuita, all'incirca nello stesso periodo, dal network ABC).

La serie si caratterizzò ai tempi per il budget altissimo, 100.000 sterline del tempo. I ruoli dei due protagonisti furono affidati a due star del calibro di Tony Curtis (la cui carriera cinematografica era in declino dopo i fasti degli anni cinquanta), nel ruolo del milionario statunitense Danny Wilde e di Roger Moore (reduce da un decennale successo come Simon Templar nella serie Il Santo - The Saint), qui nel ruolo del pari inglese Lord Brett Sinclair.

Di Attenti a quei due rimane celebre anche il motivo musicale della sigla, uno dei più famosi e riconoscibili della storia televisiva, composto da John Barry, già autore delle musiche dei film di James Bond, che utilizzò uno strumento di origine araba, il Qanun.

sabato 27 agosto 2011

SENSIBILITA'




TOCCARE PROFONDITA' ALTRIMENTI IRRAGGIUNGIBILI...TI PERMETTE DI CAPTARE CIO' CHE TI E' ATTORNO,ENTRARE NELLA GENTE ANDANDO OLTRE L'APPARENZA,GUARDARE CIO' CHE ALL'OCCHIO NUDO E' NASCOSTO...FORSE IN ALCUNE SITUAZIONI TI PORTERA' PURE A SOFFRIRE, MA CONSIDERALO SEMPRE UN DONO,MAI UNA DISGRAZIA.
(D.Montanaro)

sabato 30 luglio 2011

DOLORE DELL'ANIMA...


Incredibile come il dolore dell’anima non venga capito. Se ti becchi una pallottola o una scheggia si mettono subito a strillare presto-barellieri-il-plasma, se ti rompi una gamba te la ingessano, se hai la gola infiammata ti danno le medicine. Se hai il cuore pezzi e sei così disperato che non ti riesce aprir bocca, invece, non se ne accorgono neanche. Eppure il dolore dell’anima è una malattia molto più grave della gamba rotta e della gola infiammata, le sue ferite sono assai più profonde e pericolose di quelle procurate da una pallottola o da una scheggia. Sono ferite che non guariscono, quelle, ferite che ad ogni pretesto ricominciano a sanguinare.

(Oriana Fallaci)

domenica 24 luglio 2011

Una Madre, Un Bambino, Il Tempo Ed Io


Un bambino gioca con i suoi amici.
Una madre gioca con il suo bambino....
Il tempo gioca con la vita.
Ed io gioco con i miei pensieri spesso su di te.

Un bambino perde i suoi amici quando diventa grande.
Una madre perde il suo figlio quando diventa più grande.
Il tempo perde il suo valore quando viene perso.
Ed io perdo me stessa quando non ti trovo più.

Un uomo è felice quando trova un vero amico.
Una madre è felice quando ritrova il suo bambino.
Il tempo è felice quando è vissuto pienamente.
Ed io sono felice quando ti ricordi di me.

Un uomo muore e lascia un amico con un ricordo.
Una madre muore e lascia un figlio con un ricordo.
Il tempo non muore mai ma lascia troppi ricordi.
Ed io quando morirò lascerò il mio amore come un ricordo per te.

(Romina Power)

sabato 23 luglio 2011

Sparlare


Quando qualcuno dice qualcosa alle tue spalle, non avertene a male: pensa, invece, a quanto sei stato fortunato, a non dover vedere la sua faccia di cazzo mentre la diceva!
(Andrea Mucciolo)

giovedì 19 maggio 2011

Tributo a Jimi Hendrix




Volto di Jimi Hendrix creato da Fabrizio Vendramin.

sabato 9 aprile 2011

Raphael Gualazzi - Reality and Fantasy



Raffaele Gualazzi, noto come Raphael Gualazzi (Urbino, 11 novembre 1981), è un cantante e pianista italiano. Nel 2011 ha vinto la categoria "Giovani" del Festival di Sanremo con il brano Follia d'amore.

Dopo aver intrapreso gli studi di pianoforte al Conservatorio Rossini di Pesaro, dove è stato avviato all'apprendimento degli autori classici, estende la sua ricerca musicale anche nel campo dei generi jazz, blues e fusion, collaborando con artisti del settore, mettendo in evidenza le sue peculiarità vocali e strumentali.

Raphael Gualazzi presenta a Sanremo Giovani 2011 Follia d’amore scritto, prodotto e arrangiato dallo stesso Gualazzi. Contestualmente al Festival, il 16 febbraio, esce il suo nuovo album Reality and Fantasy, contenente il brano sanremese. Il 18 febbraio 2011, Gualazzi viene dichiarato vincitore della manifestazione, e viene anche scelto come rappresentante dell'Italia all'Eurovision Song Contest 2011 che si terrà a Düsseldorf, in Germania.

giovedì 17 marzo 2011

Morgan - Altrove



Però, (cosa vuol dire però)
Mi sveglio col piede sinistro
Quello giusto

Forse Già lo sai
che a volte la follia
Sembra l'unica via
Per la felicità

C'era una volta un ragazzo
chiamato pazzo
e diceva sto meglio in un pozzo
che su un piedistallo

Oggi ho messo
la giacca dell'anno scorso
che così mi riconosco
ed esco

Dopo i fiori piantati
quelli raccolti
quelli regalati
quelli appassiti

Ho deciso
di perdermi nel mondo
anche se sprofondo
lascio che le cose
mi portino altrove
non importa dove
non importa dove

Io, un tempo era semplice
ma ho sprecato tutta l'energia
per il ritorno

Lascio le parole non dette
e prendo tutta la cosmogonia
e la butto via
e mi ci butto anch'io

Sotto le coperte
che ci sono le bombe
è come un brutto sogno
che diventa realtà

Ho deciso
di perdermi nel mondo
anche se sprofondo

Applico alla vita
i puntini di sospensione
Che nell'incosciente
non c'è negazione
un ultimo sguardo commosso all'arredamento
e chi si è visto, s'è visto

Svincolarsi dalle convinzioni
dalle pose e dalle posizioni

Lascio che le cose
mi portino altrove
altrove
altrove

Svincolarsi dalle convinzioni
dalle pose e dalle posizioni

Svincolarsi dalle convinzioni
dalle pose e dalle posizioni

domenica 6 marzo 2011

sabato 5 marzo 2011


Mi sveglio sempre in forma e mi deformo attraverso gli altri.

Alda Merini


Se il porco è uno solo si grida allo scandalo, se sono dieci non si dice più nulla, se sono venti si dubita di se stessi, se sono ancora di più si grugnisce beatamente in coro.


[Julien De Valckenaere (1898-1958) scrittore fiammingo]

Il bisogno di leggere è, prima di tutto, il bisogno di stare con se stessi.

(Carlo Bo)

venerdì 4 marzo 2011

Medico della peste, XVII secolo


Oggi ancora famosa a Venezia come una delle maschere più caratteristiche del famoso carnevale, questa tenuta da guerra batteriologica, ideata nel XVI secolo, fu per molto tempo utilizzata dai medici che si occupavano di coloro che erano stati contagiati dal morbo.
L’equipaggiamento era composto da guanti lunghi, occhialoni, stivaloni, una tunica cerata ed una bacchetta per sollevare le coperte e gli indumenti del malato. La maschera a forma di testa d’anatra proteggeva il volto e nel lungo becco erano conservati medicamenti ritenuti efficaci a combattere il contagio: sali, spezie ed essenze, soprattutto rosmarino, aglio, ginepro.





DOCUMENTO: Drammatica testimonianza di Alvise Zen, "medico della peste", in una lettera scritta a monsieur d'Audreville qualche anno dopo l'epidemia che decimò la popolazione di Venezia.



Eccellentissimo monsieur d'Audreville, vi racconterò quei terribili giorni solo perché sono convinto che senza memoria non c'è storia e che, per quanto amara, la verità è patrimonio comune. E poiché, dopo l'orrore, quella vicenda si trasformò in una festa, anzi in una delle feste più amate dai Veneziani, mi è meno gravoso ricordarla. Ma veniamo ai fatti.

Per secoli non ci fu calamità più spaventosa della peste. Il morbo veniva dall'Oriente e dunque tutte le strade del commercio, che era per Venezia la principale fonte di ricchezza, si trasformarono in vie di contagio. Era il 1630. Assieme alle spezie e alle stoffe preziose, le navi della Serenissima trasportarono anche la morte nera.

Ah! mio caro amico, nemmeno le guerre e le carestie offrivano uno spettacolo così desolato. La Repubblica approntò subito una serie di provvedimenti per arginare l'epidemia: furono nominati delegati per controllare la pulizia delle case, vietare la vendita di alimenti pericolosi, chiudere i luoghi pubblici, perfino le chiese. I detenuti vennero arruolati come "pizzegamorti" o monatti. Potevamo circolare liberamente solo noi medici.

Gli infermieri e i becchini dovevano portare segni distintivi visibili anche da lontano; noi indossavamo una lunga veste chiusa, guanti, stivaloni e ci coprivamo il volto con una maschera dal naso lungo e adunco e occhialoni che ci conferivano un aspetto spaventevole. Alzavamo le vesti dei malati con un lungo bastone e operavamo i bubboni con bisturi lunghi come pertiche. Uomini e donne malati venivano portati nell'isola del Lazzaretto Vecchio; le persone che erano state a contatto con gli appestati erano invece trasferite in quella del Lazzaretto Nuovo per più di venti giorni a scopo cautelativo. Su una nave era stata issata una forca per giustiziare i trasgressori delle ordinanze igieniche e alimentari. La peste straziava i corpi che erano ricoperti da "fignoli, pustole, smanie" e mandavano un odore fetido. I ricchi morivano come i poveri. Volete sapere quanti Veneziani se ne andarono al Padreterno? Ottantamila, pensate, in diciassette mesi; dodicimila nel novembre del 1630; in un solo giorno, il 9, furono cinquecentonovantacinque.

Non c'era più chi seppelliva i cadaveri. Per i canali transitavano barche da cui partiva il grido "Chi gà morti in casa li buta zoso in barca". Per le strade cresceva l'erba. Nessuno passava. Illustrissimi medici dell'università di Padova, chiamati per un consulto, disconoscevano addirittura l'esistenza del morbo; guaritori e ciarlatani inventavano inutili antidoti; preti e frati indicavano nell'ira divina la vera causa di tutto quell'orrore calato su Venezia.

La situazione era davvero tragica. Allora il doge Nicolò Contarini, a nome del Senato, fece voto solenne di edificare una chiesa "magnifica e con pompa" alla Madonna della Salute se la Vergine avesse liberato la città dalla spaventosa malattia. Promise, inoltre, che ogni anno il 21 novembre, giorno della presentazione al Tempio di Maria, si sarebbe colà recato in processione. Durante l'inverno la peste si affievolì, ma nel marzo del 1631 ebbe una recrudescenza. Solo in autunno fu debellata. Contarini era morto e il nuovo doge, Francesco Erizzo, volle subito adempiere il voto. Bandì dunque un concorso per l'edificazione del tempio ma intanto fece erigere una chiesa di legno riccamente addobbata dove governo e popolo, dopo aver attraversato il Canal Grande su un ponte di barche, si recarono in processione a esprimere la loro riconoscenza alla Madonna. Questo è quanto, monsieur: ve ne affido la testimonianza per i posteri.


sabato 19 febbraio 2011


Non crediate che sia crudele tenere un cane in un appartamento cittadino: la sua felicità dipende soprattutto dal tempo che potete trascorrere con lui, dal numero di volte che vi può accompagnare nelle vostre uscite; al cane non importa nulla aspettare per ore e ore davanti alla porta del vostro studio, se poi ne avrà in premio dieci minuti di passeggiata al vostro fianco. Per il cane l'amicizia personale è tutto. Ricordate però che in questo modo vi assumete un impegno tutt'altro che lieve, perché dopo e' impossibile rompere l'amicizia con un cane fedele, e darlo via equivale a un omicidio.

(Konrad Lorenz