domenica 28 novembre 2010

Travolti Da Un Insolito Destino Nell'Azzurro Mare d'Agosto




Genere: Commedie anno 1974

Regia di Lina Wertmuller

Attori: Giancarlo Giannini, Mariangela Melato, Riccardo Salvino, Isa Danieli, Aldo Puglisi, Anna Melita, Giuseppe Durini, Lucrezia De Domizio, Eros Pagni

Trama: Gennarino, marinaio meridionale e comunista, che fa parte dell'equipaggio di uno yacht di ricchi milanesi in crociera nel Mediterraneo, è costretto a subire ogni genere di angheria. Per una sventata gita in gommone, Gennarino e la signora più snob della barca naufragano su un'isola deserta. Nel contesto selvaggio Gennarino si prende tutte le rivincite sulla ricca signora, fino a farla diventare la sua schiava.

sabato 27 novembre 2010

Welsh Terrier


La razza si è formata nel Nord del Galles, ma purtroppo non si hanno molte notizie su come si sia sviluppata e creata in epoca anteriore all’Ottocento. Con molta probabilità hanno contribuito a formare la razza il “Fox terrier a pelo ruvido” e l’antico “Terrier nero-focato”. C’è anche l’ipotesi che vi sia stato immesso del sangue dell’ “Irish terrier”. Secondo il parere degli studiosi britannici si tratta di una razza molto antica. Il suo esordio ufficiale in esposizione risale all’anno 1880. Subito dopo la sua apparizione in una manifestazione cinofila venne fondato il primo Club di razza, il quale nel 1886 ottenne il riconoscimento dal Kennel Club inglese. Non mancano tuttavia le citazioni che segnalano la presenza di questo cane agli inizi dell’Ottocento. Questo terrier, per farsi conoscere, ha dovuto attendere molti più anni degli altri terrier, ciò sta a significare che i suoi allevatori hanno stentato ad uscire dall’isolamento dei territori di origine, per far conoscere questi animali. Se non fosse stato seguito questo atteggiamento, sicuramente la razza avrebbe avuto il riconoscimento e sarebbe stata conosciuta da molti appassionati cinofili molti anni prima. Razza molto seguita in Gran Bretagna. Ben allevato anche in Italia. In Inghilterra viene tuttora impiegato nella caccia alla volpe insieme ai “Foxhound” e ai selvatici nocivi.

Il Welsh Terrier è una razza di cane da tana, del gruppo III – Terrier, originario del Galles, utilizzato prevalentemente per la caccia della volpe.

Pur essendo un cane di modeste dimensioni (non supera i 39 cm al garrese) non ha paura di nulla e lo dimostra palesemente davanti ai suoi simili.

È un cane che ama stare in appartamento, ma allo stesso tempo è un cane molto dinamico che esige attenzione nei suoi confronti e pretende di essere parte attiva nella vita della famiglia; lo dimostra la sua esasperante curiosità ed attenzione a ciò che accade intorno a lui.

Il Terrier Welsh è un vigile, attivo, si tratta infatti di un cane allegro, affettuoso, intelligente, amorevole, giocoso e felice. Questi cani di solito sono molto pazienti, soprattutto con i bambini che amano giocarci. Sono cani curiosi, coraggiosi, energici e vivaci per questo motivo sono più adatti ad una famiglia attiva. I Welsh terrier hanno bisogno di molto esercizio per tenersi in forma, chiaramente vanno ben spiegate le cose che si possono e che non si possono fare in casa, siete voi i padroni, fatevi sentire.

giovedì 25 novembre 2010

DELLA VITA

Della vita
ho conosciuto il volto del male
il viso più brutto
lo sguardo più infame
allora alla vita
ho rubato un dono
l'essenza dell'umano
che a te figlio mio faccio dono
perchè la voglia di esserci
non si è mai sopita
la voglia di vivere
non mi è mai passata
ed io amo
quest'esistenza che
anche se infame
di me ha fatto ciò che sono
a me ha dato ciò che a te
figlio mio
ora dono..
L'amore ed il rispetto
nella consapevolezza
che possiamo essere più grandi
nella coscienza di saperci umani
come meglio potremmo esserlo.

(Andrea Spadano)

Bianco Rosso e Verdone Mitica Scena Del Supermarket

Anche questo...

Carlo Verdone Bianco Rosso e Verdone (1981) Ciao Nonna!!

Verdone è un grande, nonostante abbia visto questo film piu volte, mi fa sempre ridere, potrebbe funzionare come antidepressivo!!

domenica 29 agosto 2010

Alberto Lupo




La voce suadente di Alberto Lupo è stata una delle sue qualità più notevoli durante tutta la sua carriera, consentendogli anche di lavorare nel doppiaggio di film stranieri, ed aveva anche attratto l'attenzione dei produttori discografici, che gli chiesero di incidere dei brani recitativi quali Io ti amo nel 1967 e Una telefonata nel 1971. Dal primo di questi brani venne tratto nel 1968 un film diretto da Antonio Margheriti (regista più noto in seguito con lo pseudonimo di Anthony M. Dawson), che non viene certo considerato tra le sue opere migliori.

Il successo arriva inaspettatamente nel 1972, quando viene scritturato per presentare insieme a Mina il programma televisivo di varietà della RAI Teatro 10. Gli autori della trasmissione Leo Chiosso e Giancarlo Del Re desiderano che entrambi incidano la sigla finale del programma e, per adattarla alle corde interpretative dell'attore ligure, decidono insieme al direttore d'orchestra Gianni Ferrio di scrivere una canzone che comprenda una parte recitata da una voce maschile a complemento della melodia cantata da Mina. Nasce così Parole, parole, brano che porterà Alberto Lupo alla notorietà anche in campo discografico, salendo al primo posto della hit parade e rimanendovi per diverse settimane. Di questa canzone, che ancora oggi conserva una grande popolarità, verranno anche incise versioni in svariate lingue straniere, la più famosa delle quali è quella francese interpretata da Dalida e Alain Delon. Parimenti, in quello stesso periodo fu testimonial della pubblicità di un noto bagnoschiuma (con il sottofondo musicale proprio di "Parole parole"), con una bellissima ragazza (dal nome inconsueto "Pàmela") immersa in una vasca trasparente a forma di bicchiere da champagne.

Tammurriata Nera - Nuova Compagnia di Canto Popolare



Nel 1945 Edoardo Nicolardi è dirigente amministrativo di un ospedale di Napoli. Nel reparto maternità succede un fatto "strano": a una ragazza napoletana nasce un bambino dalla pelle nera. Qualcuno cerca delle scuse: forse c'è qualcosa che la scienza non sa spiegare? La realtà è invece chiara. L'anno prima erano entrati a Napoli i soldati americani e fra loro molti uomini di colore: da allora i casi di bambini nati con la pelle nera erano diventati frequenti. Edoardo Nicolardi (che ha già scritto i testi di canzoni napoletane di un certo successo, fra cui la celebre Voce 'e notte del 1904) va a casa e scrive il testo di Tammurriata nera.

Edoardo Nicolardi.Il suo consuocero E.A. Mario, celeberrimo musicista (autore fra l'altro della Leggenda del Piave, il più famoso canto storico della Prima guerra mondiale), la mette immediatamente in musica e nasce una canzone ironica e delicata, fra le più belle e trascinanti della storia della canzone napoletana. La canzone diventa forse la migliore testimonianza delle condizioni di vita nella Napoli del primo dopoguerra, ed in tutte le città italiane dove la vita lentamente ricomincia

domenica 6 giugno 2010

BURANO



Burano (in dialetto locale Buran /bu'ran/) è un'isola (o meglio, un insieme di isole) della laguna di Venezia settentrionale, su cui sorge l'omonimo abitato, località del comune di Venezia.

È collegata da un ponte all'isola di Mazzorbo, che ne è divenuta una sorta di appendice.

È nota per le sue tipiche case vivacemente colorate, ma anche per la secolare lavorazione artigianale dei merletti e per le tradizioni gastronomiche (tipici dolci sono i bussolai).

GEOGRAFIA

Burano sorge nella Laguna Veneta settentrionale, a nord-est di Murano, ed è a questa collegata tramite il percorso navigabile canale Bisatto-canale Carbonera-scomenzera San Giacomo. Attorno si estendono alcune formazioni palustri, in particolare la palude di Santa Caterina, a sud-ovest, e la palude di Burano, a sud est. A nord è lambita dal canale dei Borgognoni-canale di Burano, con cui si raggiunte Treporti (a sud) e Torcello (a nord). Subito ad ovest si trova invece Mazzorbo, alla quale è unita tramite un ponte.

È costituita da quattro isole separate da tre canali interni, che sono il rio Ponticello, il rio Zuecca e il rio Terranova. Analogamente a Venezia, è divisa in cinque sestieri, distinti appunto dai suddetti canali, sui quali si basa la codifica degli indirizzi:

San Martino Sinistra (586 ab.),
San Martino Destra (759 ab.),
San Mauro (818 ab.),
Giudecca (255 ab., da non confondere con l'omonima isola),
Terranova (359 ab.).

STORIA

Il suo nome deriverebbe da Boreana, uno dei quartieri della città romana di Altino, o forse una delle sue porte (quella posta a Nord-Est, da dove giungeva la bora). Burano fu infatti fondata, come le altre isole vicine, dagli abitanti di questo centro stabilitisi in laguna per sfuggire alle invasioni barbariche, in particolare agli Unni di Attila e ai Longobardi.

Interessanti, ma probabilmente prive di fondamento storico, le ipotesi riguardanti l'origine del centro date dallo storico Jacopo Filiasi (1750-1829):

« Hebbe quest’isola il nome di Buriano, una delle porte del già distrutto Altino, e sopra di essa la famiglia Buriana fabbricò Burano, chiamato dà Latini Burianus. »

« V’è chi pretende che i popoli di Burano fossero accresciuti da quelli ch’abitavano Buranello distrutto, ch’era altra isola di piccolo circuito, distante da questa in mare verso Scirocco cinque miglia, della quale sott’acqua, quand’è limpida si veggono le vestigie. »


Le prime abitazioni erano poste su palafitte con le pareti fatte di canne e fango e solo a partire dall'anno Mille furono costruite case in mattoni. Burano poteva godere anche di un clima mite e salubre grazie ad una certa ventilazione che allontanava la malaria. Il governo locale, di tipo comunale, cadde ben presto sotto l'orbita di Venezia a cui rimase sempre legata.

Fu comune autonomo sino al 1923, anno in cui fu aggregata a Venezia con Murano e Pellestrina. Il suo territorio si estendeva anche sull'attuale Cavallino-Treporti e sulle isole di Mazzorbo, Torcello, Santa Cristina, Montiron, La Cura, San Francesco del Deserto.


MONUMENTI E LUOGHI DI INTERESSE

Le famose case colorate di Burano Le famose case colorate di BuranoIl cuore del paese è Piazza Baldassare Galuppi, realizzata interrando un canale, sulla quale si affaccia la chiesa di San Martino.

È nota per la lavorazione artigianale dei merletti, nonché per le sue tipiche case vivacemente colorate, sebbene il motivo e l'origine di questa usanza non sia ancora chiaro. Un'ipotesi suggerisce che ogni colore sarebbe semplicemente il simbolo di una determinata famiglia, visto che ancor oggi a Burano vi sono pochi ma molto diffusi cognomi. Per questo motivo a Burano, come in altri luoghi del Veneto, si utilizzano dei soprannomi aggiunti al cognome per distinguere un ramo familiare dall'altro.

Un'altra supposizione, forse più fondata, afferma che i colori vivaci servirebbero ai barcaioli per ritrovare la propria casa in presenza della nebbia, che a Burano si presenta particolarmente fitta.

Da ricordare che per tutto il periodo del Regno d'Italia per cambiare il colore di una casa serviva chiedere il permesso ad un sovrintendente. Gli abitanti di Burano attualmente non hanno bisogno di richieste per variare il cromatismo delle loro case, mentre in qualsiasi altra isola della laguna la legge lo prevede.

L'unica chiesa che si erge nell'isola è quella di San Martino. Famoso il suo campanile, caratterizzato da una forte pendenza dovuta al parziale cedimento dei suoi basamenti, fondati, come alcune parti di Venezia, su palafitte. All'interno di pregevole fattura la Crocifissione del Tiepolo (1725).

L'unica Piazza del paese è la piazza Baldassare Galuppi.

Tipico dolce di Burano è il bussolà di biscotto a ciambella giallo di uova, farina e burro, da non confondere con l'omonimo di Chioggia, un pane tostato a ciambella.








LA LAVORAZIONE DEI MERLETTI

La leggenda vuole che proprio grazie ad un pescatore sia nata la tradizionale produzione tessile artigiana. Costui infatti, avendo resistito al canto delle sirene in nome della sua bella che lo attendeva a Burano, avrebbe ricevuto dalla regina dei flutti una corona di schiuma per ornare il capo della sua sposa. Le amiche della diletta, invidiose e conquistate dalla bellezza del velo, avrebbero cercato di imitarlo, dando così inizio a una scuola di tradizione centenaria.

Storicamente, comunque, l'artigianato del merletto risale al XVI secolo.

martedì 1 giugno 2010

Kafka sulla spiaggia


"Kafka sulla spiaggia" è un romanzo di Murakami Haruki, l'autore di "Norwegian Wood".
Il libro narra le vicende di un quindicenne che fugge da casa, e quelle di un anziano con la peculiarità di capire la lingua dei gatti. La trama è avvincente e sapientemente intrecciata.

Ecco alcune citazioni e frasi dense di significato contenute nel romanzo "Kafka sulla spiaggia":


- "Guardare troppo lontano è un errore. Se uno guarda lontano, non vede quello che ha davanti ai piedi, e finisce per inciampare. Ma anche concentrarsi troppo sui piccoli dettagli che si hanno sotto il naso non va bene. Se non si guarda un po' oltre, si va a sbattere contro qualcosa. Perciò è meglio sbrigare le proprie faccende guardando davanti a sé quanto basta, e seguendo l'ordine stabilito passo dopo passo. Questo, in tutte le cose, è il punto fondamentale."

- "I ricordi ti scaldano il corpo dall'interno. Ma allo stesso tempo ti lacerano dentro."

- "La felicità è sempre uguale, ma l'infelicità può avere infinite variazioni, come ha detto anche Tolstoj. La felicità è una fiaba, l'infelicità un romanzo."

Kill Bill



Una donna conosciuta col nome di The Bride, la sposa, è vittima di una terribile imboscata durante il suo matrimonio in cui tutti gli invitati, suo marito e il figlio che aveva in grembo vengono brutalmente sterminati. Dopo essersi svegliata da un coma di 4 anni, la donna in cerca di vendetta si mette sulle tracce dei responsabili del massacro, che lei conosce bene: si tratta infatti dei membri di un gruppo di killer, guidato dal personaggio di spicco di nome Bill, noti come la Deadly Viper Assassination Squad, o DiVAS: The Bride era la killer piú dotata di tutto il gruppo col nome in codice Black Mamba. La sua vendetta sarà inesorabile.




Bello, da vedere, ma non per chi è facilmente impressionabile, d'altra parte non è un film per tutti.


domenica 30 maggio 2010



C’è un proverbio cinese che dice: “Chi chiede può essere stupido per cinque minuti. Chi non chiede è stupido per tutta la vita.”… Impara a chiedere. Più chiedi, più ottieni, ma bisogna esercitarsi molto per imparare a chiedere…Ti stupirai di quanto ti verrà dato se chiederai in modo spontaneo le cose che desideri. Ricorda che chi chiede quello che desidera ha qualche probabilità di ottenerlo. Chi non chiede non ne ha alcuna.

Robin Sharma, da “Una vita inimitabile”

Chic Corea - Armandos Rumba