sabato 13 aprile 2013

Charles Bukowski





La gente era sempre interessante da principio.
Poi, lentamente ma inesorabilmente, spuntavano i difetti e la pazzia.
Io significavo sempre meno per loro, loro significavano sempre meno per me.

MI PADRE ME DICEVA...



Mi' padre me diceva:
fa' attenzione a chi chiacchiera troppo;
a chi promette a chi dopo èsse entrato, fa: "permette?";
a chi aribbarta spesso l'opinione e a quello, co' la testa da cojone, che nu' la cambia mai;
a chi scommette; a chi le mano nu' le strigne strette;
a quello che pìa ar volo ogni occasione pe' di' de sì e offrisse come amico;
a chi te dice sempre "so' d'accordo";
a chi s'atteggia come er più ber fico;
a chi parla e se move sottotraccia; ma soprattutto a quello - er più balordo - che, quanno parla, nun te guarda in faccia.

(Aldo Fabrizi)

mercoledì 21 novembre 2012

Per questo è importante lasciare che certe cose se ne vadano.
Si distacchino.
Gli uomini hanno bisogno di comprendere che
nessuno sta giocando con carte truccate:
a volte si vince; a volte si perde.
Non aspettarti che riconoscano i tuoi sforzi,
che scoprano il tuo genio, che capiscano il tuo amore.
Bisogna chiudere i cieli.
Non per orgoglio, per incapacità o superbia.
Semplicemente perché quella determinata cosa esula ormai dalla tua vita.
Chiudi la porta,
cambia musica,
rimuovi la polvere.
Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei.

Paulo Coelho

 


Spesso ho paragonato la mia vita ad una stanza con sole due aperture, in una si entra e un'altra si esce; e dato che nessuno mi poteva dire cosa poteva succedere prima di entrare che cosa o dopo che sarei uscita. Ho dovuto a ragion veduta, ammettere che con me coabitava per l'intera vita fratello "Mistero". Ovvero per chi come me ha l'intuito di affidarsi a Dio, nostro comune Creatore, ecco che si apre come magia una "piccola finestrella", un terzo varco quindi, dal quale si vede entrare un bagliore di Luce di nome sorella Speranza.

-- Lina Viglione --

 

domenica 18 novembre 2012

Dignità della persona


Niente e nessuno valgono quanto la nostra dignità e nessuno merita le nostre lacrime. Non si rinuncia ai propri sogni per non ledere la dignità altrui ma si lede la nostra dignità permettendo a qualcuno di mortificare i nostri sogni. Chi ci ama ci fa brillare, ci permette di volare, non fa nascere lacrime, ma quando accade ci aiuta ad asciugarle, a voltare pagina, a dar vita a quei sogni perché è la gioia la sola cosa che puoi regalare a chi ami.
-- Mena Lamb --


domenica 23 settembre 2012

Birdland

 
 
 
 
 
E' una brano musicale jazz composto composto dal tastierista austriaco Joe Zawinul per l'album Heavy Weather del 1977. Pur trattandosi di un pezzo in puro stile fusion, il brano ottenne un inusuale successo commerciale e divenne uno standard del jazz entrando nel repertorio di molti gruppi e solisti.
Divenuto un cavallo di battaglia del gruppo, contribuì a far vincere ai Weather Report un Grammy Award per l'album dal vivo 8:30 nel 1980.
Il gruppo vocale The Manhattan Transfer ne realizzò una versione vocalese con un testo appositamente scritto dal Jon Hendricks. Il brano fu pubblicato nel 1979 nell'album Extensions e fece vincere al gruppo i suoi primi due Grammy Award. Un'altra versione fu incisa da Quincy Jones nel suo album del 1989 Back on the Block, con le voci di Kool Moe Dee, Big Daddy Kane, Ella Fitzgerald e Sarah Vaughan.
Il titolo del brano si riferisce al celebre locale di New York sulla 52ª Strada così chiamato in onore del sassofonista Charlie Parker, soprannominato "Bird". Si tratta quindi di un tributo al locale che Zawinul ebbe modo di frequentare da giovane e dove incontrò la sua futura moglie.Nella versione originale Birdland è facilmente riconoscibile, oltre che per l'orecchiabile motivo, per l'introduzione di Jaco Pastorius fatta di armonici artificiali suonati con il suo basso fretless.

sabato 22 settembre 2012

"La montagna insegna a vivere: questa frase l'ho udita spesso, ma... non è vera. C'è gente che frequenta i monti da una vita e non ha imparato un tubo! La montagna al massimo regala emozioni a chi è sensibile ed educato".

 - Mauro Corona -

La vita è vostra

La ragazza che tu chiamavi cicciona, è morta per una overdose di pillole dimagranti.
La ragazza che tu chiamavi brutta, ha cercato di cambiare se stessa, con la speranza che l'avessero accettata e apprezzata.
La ragazza che si veste in maniera diversa, forse lo fa perché vuole sentirsi accettata.
La ragazza timida e introversa, si comporta così perché ha paura di essere accettata per quella che è.
Il ragazzo che hai escluso, veniva già maltrattato a casa.
Il ragazzo per cui ti sei messo a ridere perché piangeva, soffriva per la morte della madre.
Il ragazzo che ama un cantante diverso dal tuo, è perché è stato l'unico a trasmettergli emozioni quando tutto il resto era svanito.

Pensa prima di parlare, tutti hanno un passato e un motivo che ci ha fatto cambiare. Bada alle tue parole.
Non fatevi trascinare dalla logica della massa. Volete fare qualcosa che alle altre persone non piace, ma a voi sì? Fatelo.
Volete dire quello che pensate? Ditelo.
Volete ascoltare un cantante diverso? Ascoltatelo.
Volete indossare una maglia che non va più di moda indossatela.
La vita è vostra, non degli altri.
 
I vizi capitali, nella teologia cattolica sono sette: superbia, avarizia, lussuria, invidia, gola, ira e accidia. Io, ne aggiungerei un ottavo: la mancanza di "Umiltà", perché rende l'individuo borioso, tronfio del proprio "tutto", disconoscendo che la vera grandezza è "denotare" di essere "piccoli".
 

domenica 5 agosto 2012

My Lai Four - Il sogno di Marja

Marja Sabadini ha una storia incredibile. Nata da padre italiano (valdostano, arruolatosi a suo tempo nella legione straniera francese e poi, da lì, trasferito in Vietnam) e madre vietnamita (soldato anche lei), ha vissuto i primi sette anni della sua vita in Vietnam a contatto diretto con la guerra: una famiglia "militare", drammi e sangue quotidianamente davanti agli occhi. E poi il tragico episodio della fuga dal Vietnam, all'aeroporto di Saigon: la corsa dell'intera famiglia verso quell'elicottero che doveva portarli tutti insieme verso la salvezza in Europa e, invece, la scomparsa - letterale - della sorellina, impigliata nel filo spinato e inghiottita dalla folla. Dice Enrico Sabena, compositore: “Mentre stavo realizzando le musiche per il film My Lai Four, ho saputo dell'esistenza, vicino alla mia città, di questa signora, che da bambina aveva vissuto sulla pelle il dramma della guerra del Vietnam. Con delicatezza, l'ho invitata in studio: lei, commossa nel ricordo della sua infanzia straziata, è venuta. Con il suo racconto, mi ha fatto fare uno scatto in termini di profondità e umanità: ha chiesto non solo di partecipare, scrivendo e cantando (con la figlia) un testo vietnamita su una mia melodia struggente, ma mi ha addirittura successivamente cantato una nenia, una filastrocca che i bambini vietnamiti cantavano ciclicamente durante i momenti più drammatici, (per poter di fatto entrare in "trance" con la musica e resistere anche dinanzi alle scene di sangue...)."E il film inizia e si conclude così, a luci spente, con la filastrocca di Marja cantata insieme alle figlie.Questa collaborazione ha potuto dare visibilità alla storia di Marja, che ha così trovato delle associazioni e persone che la supportano e vogliono rendere reale il suo sogno. Ora, a distanza di 35 anni, lascerà l'Italia e tornerà in Vietnam per provare a cercare questa sorella, di cui non ha più avuto notizie in tutto questo tempo.

www.ilsognodimarja.it


 
Cambiano se deluse, cambiano se ferite. Cambiano in meglio, in peggio, ma cambiano sempre. A volte cambiano semplicemente per ricominciare, per avere un'altra occasione. Per poter dire, senza rimpianti, io c'ho provato! A volte perchè non ne possono più. Ma cambiano perchè e la vita che li cambia.

Esistono veramente delle personalità violente, vendicative, delle personalità che, anche quando vi abbracciano, stanno già progettando la menzogna e il tradimento. E non cambiano, qualunque cosa voi facciate, anche se li aiutate, anche se li trattate come fratelli, anche se vi sacrificate per loro. Così come, per fortuna, esistono persone generose, sincere, che dimenticano i torti, e che perdonano. E anche queste non cambiano, perché hanno fatto di tali loro virtù un modello di vita e un ideale

Francesco Alberoni

L'Africa puo' essere una terapia. I grandi spazi, la natura in alcuni posti ancora selvaggia. Il sorriso dei bambini che non hanno nulla. I grandi silenzi. Sono tutte cose che ci fanno pensare e forse comprendere quanto poco valore abbiano tutte quelle piccole cose per cui ci danniamo. - Licia Colò