sabato 30 giugno 2012

Come possiamo difenderci da chi ci ruba energia


Francesco Alberoni
Alcune persone sembrano avere il potere di toglierti energia. Dopo essere stato con loro ti senti stanco, sfiduciato, triste, senza più volontà di fare. Altre di dartela, per cui ti senti lieto, soddisfatto, più forte. Più raramente capita lo stesso fenomeno con gli ambienti. Ve ne sono alcuni con effetto negativo, altri positivo. Qualcuno spiega questi fenomeni come un vero e proprio passaggio di energie positive e negative. Forse è vero, ma non si può scientificamente provare. Di certo vi giocano le qualità umane delle persone e il tipo di rapporti che stabiliscono con noi. A me è successo più volte di incontrare persone che anche soltanto con una conversazione mi lasciano sfinito. Ed ho capito il meccanismo. Mi si avvicinano per chiedermi qualcosa ma, appena rispondo, mi fanno una obbiezione. Spiego con pazienza e loro ne fanno un’altra, poi un’altra cambiando argomento. La mia mentalità logica si ribella, mi sforzo di riportare il discorso su un binario sensato, inutilmente. Alla fine sono sfinito. Che cosa è successo? A quel tale non interessava cosa pensavo, voleva monopolizzarmi e affermare il suo potere su di me.
Capita sul lavoro. Ci sono dei dirigenti che, davanti a qualsiasi proposta, scuotono sempre la testa pessimisti, frustranti. Demoralizzano i loro collaboratori, li svuotano. Ma anche in un gruppo di lavoro basta ci sia qualcuno ostile per avvelenare il rapporto. Ciascuno di noi con lo sguardo, la mimica, i gesti, le parole trasmette migliaia di stimoli subliminali. Lui ci inonda di ostilità, rancore, rifiuto. Per continuare a lavorare insieme cerchiamo di difenderci, ma ne usciamo sfiniti. Altri invece ci sfiancano con l’ambiguità, mandandoci una alternanza di segnali amichevoli e di segnali aggressivi, di «sì» e di «no». La nostra mente si logora per decifrarli. Vi sono poi persone che si mostrano amichevoli per disarmarvi, per farvi abbassare le difese e poi colpire. Quando siamo con loro percepiamo inconsciamente il pericolo, entriamo in uno stato di allarme e ci stanchiamo. Abbiamo infine gli avidi che chiedono sempre senza mai dare. Anche da loro dobbiamo difenderci.
E gli ambienti fisici? Difficilmente gli ambienti, di per sé soli, ci rubano energia. Anche se alcuni sono così cupi, tristi, progettati da architetti così aridi, da indurre sentimenti depressivi. Invece noi percepiamo immediatamente il clima di ostilità di chi vi lavora. Ed ancor più quando l’ostilità è rivolta contro di noi. Allora il nostro sforzo per farvi fronte e tenere relazioni normali ci costa estrema fatica. In sostanza sono le persone ostili o quelle che nascondono la loro aggressività a rubarci energia. Mentre ce la danno quelle ottimiste, piene di vita che ci vogliono veramente bene, senza riserve. Le migliaia di segnali che ci trasmettono con i gesti, le parole, la mimica, lo sguardo ci informano, ci rassicurano, ci distendono e stimolano le nostre energie, le nostre potenzialità. Curiosamente, noi prestiamo poca attenzione a queste percezioni, le consideriamo irrazionali. Mentre sono avvertimenti estremamente preziosi, da registrare con cura. Perché la ragione da sola, se non è alimentata dalle percezioni emotive, resta uno strumento sordo e cieco.

mercoledì 13 giugno 2012

Donne

Sono le donne difficili quelle che hanno più amore da dare, ma non lo danno a chiunque. Quelle che parlano quando hanno qualcosa da dire. Quelle che hanno imparato a proteggersi e a proteggere. Quelle che non si accontentano più. Sono le donne difficili, quelle che sanno distinguere i sorrisi della gente. Quelle che ti studiano bene, prima di aprirti il cuore,che non si stancano mai di cercare qualcuno che valga la pena. Quelle che vale la pena. Sono le donne difficili, quelle che sanno sentire il dolore degli altri. Quelle con l’anima vicina alla pelle,che vedono con mille occhi nascosti. Quelle che sognano a colori. Sono le donne difficili che sanno riconoscersi tra loro. Sono quelle che, quando la vita non ha alcun sapore, danno sapore alla vita. (Alma Gjini)

domenica 10 giugno 2012

Mille splendidi soli..

.. è il secondo romanzo dello scrittore americano di origine afghana Khaled Hosseini, portato al successo tramite il suo best-seller Il cacciatore di aquiloni.
Il titolo originale dell'opera è A Thousand Splendid Suns.
Il libro narra la storia di due donne e della loro vita durante i vari conflitti che negli anni si sono susseguiti in Afghanistan fino ad oggi.
Un libro che mi ha regalato emozioni.

domenica 3 giugno 2012

Preoccupati più della tua coscienza che della reputazione....



Perché la tua coscienza è quello che tu sei, la tua reputazione è ciò che gli altri pensano di te. E quello che gli altri pensano di te è problema loro.
(Charlie Chaplin)